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Articolo pubblicato su Granviale.it

15/11/2009

In concomitanza della Mostra del Cinema al Lido di Venezia e nell'isola di San Servolo rimarranno esposte dal 3 settembre at 4 ottobre le opere di Open 2009. Le opere, al Lido di Venezia, sono una raccolta di istallazioni- sculture: l'iniziativa viene cosi presentata e giustificata dall'architetto e curatore Paolo De Grandis. Ma cosa si intende oggi per arte? Un solo concetto, il nuovo per il nuovo? Più che gli artisti e gli storici, i filosofi da Hegel ...a Dino Donaggio hanno teorizzato le modificazioni dell'arte nel tempo ma non hanno potuto valutame il valore in quanto fare concreto. Le istallazioni - sviluppo di bozzetti realizzati quasi sempre da altri, artigiani del ferro o altro ( fanno eccezione le sculture di Ugo Riva) collocate nel Gran Viale e nel Lungomare del Lido, alcune sono di enormi dimensioni, certo che non sempre al loro peso ( Kg.320, o Kg. 120 ) altrettanto peso hanno il loro valore artistico. Se si percepisce la capacita organizzativa del curatore arch. Paolo De Grandis e della sua equipe , si rileva che nella pluralità dei tinguaggi, a stata migliorata, rispetto l'anno scorso, la qualità di una parte di opere esposte ma molti lavori si stagliano nelt'aria come puerili e banatissimi prodotti senza senso e senza alcun valore artistico..."pecore blu al pascolo" ( teorizzazioni-provocazioni non fattibilita) o "rifugi", o una rappresentazione di un provocante mezzo-busto di donna. Si differenziano ed emergono per la lora assoluta bellezza ,maestosita. validità artistica, capacita tecnica nella trattazione del bronzo, le due sculture di Ugo Riva che rielabora, ritraducendo con un linguaggio tutto personale Ia nostra grande cultura mediterranea, memorie , forse, di rilievi del timpano del Partenone,neli'epoca della Grecia classica. In forma motto meno importante, ma tale da esprimerne il contenuto ,è l'istallazione ,dal titolo Cipro,a forma di croce , e fettuccia incrociata di plastica bianca, percorsi difficili ( ?) di Andreas Savia, e ancora, dal punto di vista creativo,colpisce la gioiosita dello scampanellio e l'oscillare al vento delle "lune di Galileo" ( le lune della matemita) di Margherita Michelazzo. Totalmente diversi nei concetti e nelle realizzazioni sono di Cosimo Andreuso il susseguirsi di porzioni di muri ( in riferimento at ventennate del muro di Berlino) rievocanti una sequenza di muri : nel passato in cotto, ai muri d'oggi con i murales ( con un bel dipinto dell'autore) alle mura del futuro composto da una serie di tessere coloratissime con storie d'uomini . Interessante ci è parsa anche una composizione con cortecce d'alberi e materiali di recupero di Ercole Pignatelli ( L'Arca) . Al Lido l'inaugurazione è avvenuta in una sala dell'Albergo Des Bains it 2 settembre alla presenza delle autorita cittadine ( Presidente Municipalità e Assessore alia Cuttura) dell' architetto Paolo De Grandis e collaboratori e si a concluso con un dono di "una pecora blu " alle autorità ( ?) ( le pecore vorrebbero rappresentare una denuncia al capitalismo concetto non espresso nell'opera concreta ) . Si vorrebbe suggerire, che tanta "mobilità" di persone "illustri", che tanta pubblicità , e finanziameti di Enti pubblici potessero essere megilo utilizzati per generare sempre più una maggior capacita di scetta d'opere di vero valore artistico e non tutte poste sullo stesso piano: cioè non opere veramente valevoli con lavori che di artistico poco hanno ,perchè queste operazioni non generano certo "cultura" :questi sono i pensieri e la voce di molti cittadini che amano la cultura reale e vorrebbero che solo questa fosse manifesta. Rita Betlini