Poesie

La fuga in Egitto

Come tenaglie - le tue piccole mani stringi

sotto le pieghe delle mie vesti.

Rovente è la strada

che conduce lontano.

Rumori di spade e pianto

come scrosci improvvisi di pioggia,

mi dilaniano le viscere.

Piccolo mio, taci,

la notte è profonda,

i silenzi paurosi baratri

di bisbigli e sibili di vento.

La tua vita d'uomo

dentro di me gelosamente trattengo,

scritta con sangue amaro.

Domani verrà macinata

come grano per il pane.

Sospesa, attendo futuro e lacerante

suono lungo di corno,

diffondere in tutta la sua estensione

tragico e unico vissuto,

oltre le distese dei prati,

attraverso le profondità dei mari,

dentro le viscere della terra.

Nelle stagioni colsi, 1988