Poesie

Questa terza raccolta di poesie di Rita Bellini, edita dal Centro Internazionale della Grafica di Venezia, rappresenta l'ultimo sforzo dell'artista - poetessa e raccoglie quanto da lei scritto nel corso degli anni.
Il libro è infatti suddiviso in quattro sezioni tematiche che sono: Nell'Angolo... (1988 - 2003), Percezioni (2004 - 2006), Dell'Oggi (2004 - 2006) e Dei Credi e della Storia (2004 - 2006)

L'introduzione al libro è a cura del Prof. Sandro Mattiazzi il quale ha voluto, percorrendo una strada tanto singolare quanto azzeccata, omaggiare la poetessa con una poesia a lei rivolta:

Si può anche vivere così, lasciando che i giorni si accatastino quieti, quieti. Si può anche vivere così; gustando le vacanze, progettando per la pensione, ascoltando il telegiornale o leggendo i quotidiani allo scopo di essere informati.
Si può benissimo vivere così, cenando pacificamente nonostante la catastrofica notizia televisiva mentre la richiusa porta del proprio appartamento isola da tutti i fastidi, da tutte le preoccupazioni.
Si può benissimo vivere così vedendo i problemi come fastidi, come intoppi alla propria tranquillità, al proprio benessere.

Rita Bellini ha deciso di non vivere così, mai potrebbe farlo. Il mondo circostante è troppo forte, troppo profondo, troppo radicato nella sua sensibilità, nella sua capacità di leggere ciò che accade ed anche ciò che potrebbe accadere.
Ecco quindi che Rita Bellini, la pittrice e poetessa Rita Bellini, fa della propria espressione artistica terreno di comunicazione per sottolineare ed evidenziare angosce e preoccupazioni che gli avvenimenti spesso le provocano al suo senso di equità, di giustizia ferita per le cose e le persone trattate come merci o, ancor peggio, come zavorre per la discarica.

"L'asfalto e la fonte", edito dal Centro Internazionale della grafica di Venezia, è l'ultima raccolta di poesie che Rita Bellini ha elaborato con il solito entusiasmo che lei pone per tutto ciò che partorisce il desiderio/necessità suo di dire, dichiarare, affermare, sostenere con forza e convinzione, sempre tesa a risaltare le "contraddizioni" dell'uomo sull'uomo, del forte sul debole, del profitto sull'amore e sul comune benessere.
Ma non è solo questo il lavoro ultimo della scrittrice; se così fosse si tratterebbe di un semplice manifesto di idee; interessante e valido ma pur sempre all'interno di una valenza più politica piuttosto che artistico-letteraria.
Il fatto è che "L'asfalto e la fonte" è libro di poesie, il migliore a mio modo di vedere tra quanti prodotti dall'autrice.
Si palesano infatti robuste evoluzioni strutturali e formali; la ricerca lessicale è più incisiva attraverso una conscia o inconscia (non conta molto) maggior precisione semantica. Il non detto si rinforza e la collocazione dei versi sul foglio segue un'architettura più matura che concilia la sintesi con un disegno grafico ordinato e preparato con cure.
In altre parole il contenuto è sostenuto dalla poesia, o meglio, la poesia esprime quel contenuto.

Non mancano cenni di lirismo, tenerezze mnemoniche, nostalgie o ricordi pungenti che tanto pungono da trapassare il mondo dell'autrice per innestarsi nei pori della pelle del lettore e cioè dell'altro; indispensabile e altrettanto importante elemento della e nella scrittura: come se una parola fosse riflessa in uno specchio e ne comparisse un lettore o viceversa. Ma si sta deviando dal nostro compito; parlare attorno al libro di Rita Bellini.

E allora dell'ultimo lavoro della poetessa mi pare interessante citare la composizione Nietsche quale ottima esemplificazione del senso di questa raccolta.
E' da dire che in poesia l'autrice ha cercato, e con ottimi risultati, di colgiere la poesia del pensiero del filosofo; ed ha potuto far questo sia attraverso una conoscenza delle opere del pensatore sia anche attraverso una empatia ricca perciò, come tutte le empatie, di intuizioni emotive, esistenziali, umane, che tanto servono alla comprensione a tutto tondo del personaggio preso in considerazione.

Far poesia in questo modo è difficile e pericoloso; difficile perché si corre il rischio di proporre sintesi monche, pericoloso perché facilmente si può scivolare nella retorica più banale e comunemente accettata. La "nostra" invece ben riesce in questa impresa; misurato ma efficace il suo "dipinto di parole" riesce nell'intento di incidere nel suono - contenuto non perdendo mai di vista il fatto che stia scrivendo una poesia con tutte le implicazioni che questo comporta.

Un punto è certo: la poesia di Rita Bellini migliora costantemente e si fa più corposa, senz'altro più consapevole; segno che l'autrice pone la ricerca come fondamentale caratteristica del proprio percorso umano ed artistico. Rita Bellini è sempre attenta, non si distrae con quello che ha già prodotto, ma rimette sempre in discussione il suo sentire, pronta ad accogliere i nuovi stimoli che gli eventi, la ricettività ed il talento convogliano nel suo pensiero, nel suo spirito e nella sua creatività.

Sandro Mattiazzi


Poesia di Sandro Mattiazzi

Intensa e profetica

la poesia tu, Rita

ha marmo e fuoco

ha sete e grido;

si dilata talvolta

nel mistero dell'inconoscibile

nelle altezze della tua fede

e nella tenera pietà

per te / noi, abiti stesi

che s'agitano (invano?)

al forte vento

di meschinità assassine.

Introduzione a "L'asfalto e la fonte", 2006


Dopo la personale presentazione del Dott. Mattiazzi e la lettura di 15 poesie da parte dell'attrice Maria Pia Colonnello sono state formulate alcune domande dallo stesso Mattiazzi a Rita Bellini delle quali si riporta il testo e le risposte date:

D: Cosa desiderava comunicare nel libro che presentiamo questa sera?
R: Vorrei comunicare in termini poetici le mie sensazioni, emozioni, indignazioni rispetto la violazione dell'ambiente. Io amo moltissimo la luce del sole, l'azzurro profondo del cielo non offuscato da diossine prodotte da ciminiere, il volo di uccelli. Amo il creato tutto e vorrei comunicare un messaggio socio-politico serio, pulito oltre ad un messaggio religioso, non integralista in quanto credente in Cristo amore.

D: Sappiamo che lei è sia pittrice che scrittrice, ci può spiegare cosa la spinge a scegliere questa o quella forma artistica per esprimere i suoi pensieri?
R: La necessità di esprimermi con linguaggi diversi varia con la mia esigenza interiore... forse legata al momento che vivo. Ora ad esempio ho creato delle sculture; dico creato perché le ho inventate ex novo (anche se in me c'è immagazzinato un bagaglio culturale di una vita).

D: Cos'è per lei la Speranza?
R: Per me la Speranza è speranza di vita, è l'attesa della nuova Gerusalemme che dovrebbe, sempre secondo me, iniziare già in terra. E' l'attesa, non passiva, per "l'uomo giusto", "l'uomo saggio" che ama il vero, non le apparenze (distinzione che già Platone faceva ne La Repubblica), l'uomo che vuole davvero la pace.

D: Una domanda particolare: cosa rappresenta per lei il silenzio?
R: C'è il silenzio che ci manca per i molti rumori non solo della strada ma anche del bombardamento dei mezzi di comunicazione, silenzio impeditoci dagli affanni del quotidiano... il tutto che non ci permette un silenzio dentro di noi per riflettere.